EDIZIONE ZERO
Aneddoti e testimonianze dei fondatori raccolti da Daniela Valzer
Il 1986 segna l’esordio ufficiale della manifestazione, ma il vero seme delle Bormiadi fu piantato nel 1984. Dall’intuizione di Jerry Brandalise (allora presidente dell’US Bormiese) e Luca Peretti nacque un’idea audace: ricreare l’atmosfera delle Olimpiadi di Los Angeles tra le vette della Magnifica Terra.
«Festa dei crotti o sport? Iniziammo a chiederci anche noi... L’idea delle gare atletiche infine prevalse. Organizzammo la prima edizione in quattro e quattr’otto, sotto un logo ambizioso: un cervo affacciato dai cerchi olimpici.
— La testimonianza dei fondatori raccolta da Daniela Valzer
Quattro le squadre pioniere
Puffi , De Mario, Warios e
U.A.V. (Unione Alcolizzati Valtellinese)
Le 8 sfide svolte
Nuoto, 100 metri, 100 ostacoli, 1500 metri, ciclismo, salto in alto, lancio del peso e corsa campestre.
Per stimolare la massima partecipazione, venne introdotta la formula dell’“ottatlon”, che assegnava punti extra alle squadre i cui atleti gareggiavano nella maggior parte delle discipline.
Un vero tour-de-force agonistico che seguiva un programma serrato:
- Sabato: prove di nuoto in mattinata e gare “di pista” nel pomeriggio, disputate per l'occasione sul “lungo Frodolfo di là”.
- Domenica: la mattina prevedeva la prova di ciclismo (tracciato Isolaccia-Bagni Nuovi), il salto in alto in palestra e il lancio del peso in zona tiro al piattello. La manifestazione si chiudeva nel pomeriggio con la corsa campestre, un percorso tra il tiro al piattello, il ponte di Premadio, San Gallo e la Fornace e il rientro al tiro al piattello.
«Capitò al tiro al piattello Ugo Sosio che non aveva mai sparato in vita sua e riuscì, per puro caso, a centrare il bersaglio facendo meglio dell’avversario che era un esperto cacciatore. Galvanizzato dal successo, si voltò verso il pubblico che l’applaudiva ad arma spianata e con due colpi in canna. Vista la “comprovata esperienza” del cecchino, tutti gli spettatori si buttarono pancia a terra e mancò poco che il direttore di gara, Quirino Pedrana, non sospendesse tutto!! E a proposito di armi… – ricorda Jerry – io pensai bene di dare il via alle gare di nuoto non con un normale fischietto ma con la pistola starter dello short track, che avevo recuperato da Adelio Antonioli. Il colpo fece venir giù le Terme con un boato spaventoso!».
— Alcuni aneddoti di quelle memorabili giornate raccontati da Jerry e Luca e raccolti da Daniela Valzer
L’epilogo, sin da allora, fu quello che anche oggi contraddistingue lo spirito aggregativo delle Bormiadi: ci si ritrovò tutti al bar Mulini, sede del comitato organizzatore, per alcuni (sic!) brindisi di chiusura, prima di trasferirsi all’hotel Daniela per la cena conviviale e le premiazioni.









